Mettetevi comodi

Da qualche parte nascono. Forse un pensiero, una voglia di cambiare, ti fanno capire chi sei veramente.

Da 3 anni a questa parte ho imparato a sognare (Negrita docet), ma forse grazie a questo posto magico ho sempre cercato di farlo, inghiottito in una realtá che mi stava parecchio stretta. Ne sono passati 10 da quando ho iniziato a viverla, prima era il regno di chi davvero sa volare tra la poesia e la voglia di cambiare il mondo, mio fratello Alessandro. Un amico, che ringrazio. Forse quel fluido da qui non se n’è mai andato.

Nonno Luciano, un uomo e un nome da mai dimenticare, venne a vivere a casa con noi, quindi la condivisi con Ale, difficile convivenza, troppi anni di differenza, ma guardando le stelle da un letto sotto un abbaino tutto sembra piú bello. Rimasi solo. Ma non per molto. Il primo amore, quello vero, quello che non si scorda, non pensate che sia stato un classico scannatoio non lo è stato (ahimè) anche se una scala esterna non l’avrei di certo rifiutata. Le serate con gli amici, le partite a scopa 10 carte, ci si vede una volta al mese tutti assieme ma è il pretesto per raccontarci ciò che la vita ci sta offrendo. Luca, uno dei 4, ha la parternitá del nome, nel mio essere indeciso su whatsapp ha tirato fuori la genialata. Lui ne sa. Non si scelgono a caso gli amici ventennali.

Le risate, i pianti, le urla quando è pronto cena, le birrette, la pioggia, meravigliosa che sbatte sui vetri di questo sottotetto, conciliano il sonno, ha quel qualcosa di romantico. In quel settembre 2013 qualcosa ė cambiato. L’universitá, un libro mai piú toccato dal 2009, confrontarsi con se stesso. La radio, una salvezza, la seconda opportunitá, non ero piú il semplice ragazzo con la testa sulle spalle che con il lavoro ha costruito il proprio essere. Qualcosa di piú. Ci ho passato delle nottate seduto a quella scrivania di legno, dei pomeriggi d’agosto a schiattare dal caldo, sì perché dovete sapere che non ci sono vie di mezzo, qua o ci muori di freddo d’inverno o d’estate rimani appiccicato al letto.

Questo non sará un ritrovo da salotto televisivo alla Barbara D’Urso e neanche una tribuna politica, si inseguono storie, racconti, si racconta il quotidiano. Basta pizzini, note sul cellulare, viaggi da nuotate in piscina, occhi per aria a cercare un ispirazione che sembra arrivare. Scrivere è la magia del momento.

Mettetevi comodi. La Mansarda è a vostra disposizione.

Luciano “Lucio” Parodi.

mani-cw

Una risposta a "Mettetevi comodi"

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  1. Bella penna, piccolo intenso biglietto da visita, autopresentazione onesta, un messaggio che arriva.
    Buone frequentazione, mansardadilucio, riempiti di buona musica e pensieri degni, ogni tanto fai entrare un po’ di aria fresca.
    Soprattutto abbi cura del tuo ospite.
    @TarcisioMazzeo

    Mi piace

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