Un maledetto anno bisestile

A poche ore dalla fine di questo 2016 possiamo tirare un piccolo sospiro di sollievo, non poteva esserci anno peggiore sotto tutti i punti di vista.

Anno bisesto, anno funesto dicono i nostri vecchi e hanno ragione, alla faccia di chi compie gli anni ogni 4, del 29 febbraio ne faremo volentieri a meno.

Gennaio é nato sotto un segno terribile, il mondo della musica avrebbe dovuto iniziare a fare gli scongiuri perché un annus horribilis così non si era mai visto. Il 10 gennaio ci ha lasciato il duca bianco David Bowie e purtroppo é stato solo l’inizio di un declino totale per quanto riguarda musicisti e cantautori, George Martin (“il quinto Beatles”, manager della banda di Liverpool), Keith Emerson, Prince, Leonard Cohen e infine George Michael il giorno di Natale nel segno del destino, molto last Christmas. Anche in Italia non siamo da meno, abbiamo perso grandi artisti, menti che hanno fatto grande questo paese, penso a Bud Spencer, il regista Ettore Scola, Umberto Eco, Dario Fo mancato proprio il giorno della consegna del premio Nobel per la letteratura  vinto ma non apprezzato da Bob Dylan, Luciano Rispoli, Tina Anselmi e infine l’ex presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.

Quanti nostri ragazzi giovani alla ricerca dei sogni, “scappati” dall’Italia per cercare fortuna all’estero, l’assassinio del ricercatore Giulio Regeni in Egitto ha bisogno ancora di ricevere risposte, a Madrid in Erasmus a causa di un incidente sul pullman 7 ragazze hanno perso la vita, l’anno scorso il terrorismo ci ha portato via Valeria Solesin, un mese fa Fabrizia Di Lorenzo a Berlino.

Il terrorismo, l’ISIS, che sta mettendo a soqquadro tutto il mondo ha colpito prima a marzo all’aeroporto di Bruxelles e alla metro con un bilancio di 34 morti e 300 feriti,  un luglio terribile prima con la strage di Nizza, un uomo alla guida di un autocarro, investì in velocitá la folla che assisteva ai festeggiamenti pubblici in occasione della festa nazionale, 85 morti  e 200 feriti, i transalpini colpiti ancora nel cuore dopo il Bataclan e Charlie Hebdo, poi con l’attentato in un centro commerciale di Monaco di Baviera che ha provocato 9 morti e 35 feriti. Vi parlavo della morte della nostra connazionale causata dall’attentato di Berlino in un mercatino di Natale in cui persero la vita 12 morti e 48 feriti.

Il nostro bel Paese é stato colpito nel cuore e nell’anima prima con l’incidente ferroviario tra Andria e Corato in Puglia, 23 morti e 50 feriti, per un sud che é ancora lontano anni luce per quanto riguarda l’arretratezza delle vie di trasporto; il centro Italia non se l’è passata meglio, anzi, dopo il disastro storico de L’Aquila il 24 agosto a Amatrice una forte scossa di terremoto ha causato la morte di 298 persone e alla fine di ottobre con epicentro tra Norcia e Macerata ha tremato la terra con scosse di magnitudo 6.5.

Ma cerco di rendervi la lettura più leggera, lo sport italiano ci ha regalato grandi gioie, a cominciare dalla Nazionale di Conte, tutto grinta e gruppo con sicuramente poca qualità ma capace di eliminare la Spagna campione uscente e battuti solo ai rigori, sciagurati contro i tedeschi. Le lacrime del condottiero Andrea Barzagli il simbolo di un Italia tutto cuore. Le Olimpiadi e le 28 medaglie, nono posto nel medagliere, ma il vero El Dorado é stato il tiro in tutte le sue forme con i 2 ori di Campriani nel tiro a segno. Emozioni da Paltrinieri, Detti,Cagnotto, il beach con Lupo e Nicolai, la pallanuoto e pallavolo maschile. Ma soprattutto le paralimpiadi, fiore all’occhiello, che con le loro belle storie e forza di volontà hanno portato a casa 39 medaglie, record italiano, Alex Zanardi e la fantastica Bebe Vio i simboli della spedizione a Rio. Non possiamo dimenticare miti dello sport che non ci sono piú, il mito della boxe Muhammad Alì, Cesare Maldini, Johan Cruiijff e la Chapecoense, squadra brasiliana che ha perso quasi tutti i componenti della rosa in un incidente aereo.

A giugno il Regno Unito ha detto addio all’Unione Europea con un referendum, #Brexit l’hanno soprannominata, giorno storico ma non troppo, Obama negli USA ha iniziato a sBarackare, dopo una campagna all’insegna dell’anti politica e di attacchi sferrati, si é portato a casa la Casa Bianca, lo sfavorito Donald Trump, e non sarà un match di wrestling comandare il paese più potente al mondo.

Torniamo in Italia dopo un referendum deludente sulla durata delle concessioni alle trivelle che non ha neanche raggiunto il quorum, il 4 dicembre si é votato SI o no per la Costituzione, ha vinto il No con il 59.12%, potrebbe essere considerata una vittoria della democrazia (ha votato il 65% degli italiani) ma non lo é stata, direi più un voto politico che ha costretto alle dimissioni giá annunciate nel pre referendum in caso di sconfitta di Matteo Renzi. Esce uno entra l’altro, il Governo cambia poco perché è un  ministro del “vecchio” Governo a subentrare, Paolo Gentiloni assume l’incarico di Presidente del Consiglio dei Ministri.

Siamo arrivati alla fine, sono stato un pò prolisso, lo so, ma era giusto ricordare cos’é successo in questo terribile 2016, l’augurio é che il 2017 sia un anno pieno di soddisfazioni e novitá.

La Mansarda, nata proprio in questa annataccia, nota lieta spero per voi lettori, vi augura un sereno anno.

Ci risentiamo, sempre qua.

Bye Bye 2016, a mai piú rivederci.

 

 

 

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