La terra trema amore mio

Gli occhi della paura li ho rivisti il 18 gennaio. Ma forse nel loro caso non sono mai spariti. A distanza di 5 e 3 mesi dalle ultime grande scosse nulla é cambiato, il terrore rimane intatto.

Questa volta il terremoto ha colpito nel pieno della mattinata, ragazzi, studenti ancora in pigiama si riversano per strada. La strada non è vuota, 2 metri e mezzo di neve la coprono, fa freddo. Situazione più che disperata. Oltre al terremoto questa volta ci si mette anche la neve, rallenta i soccorsi, isola le case, il gelo incredibile. Nessuno vuole tornare nella propria casa, tranne i cittadini de L’Aquila, loro sono abituati, la terra non ha mai smesso di tremare soprattutto dentro la loro testa.

Nelle case iniziano a scarseggiare i viveri, le strade sono impraticabili, luce/gas non c’é più nulla. A Amatrice, Paese praticamente spazzato via dal terremoto del 24 agosto crollano gli edifici che erano rimasti, viene giú anche il Poliambulatorio, per l’assistenza sanitaria i malati devono andare in una chiesa, situazione paradossale.

Questa volta, l’ondata di soccorsi non si é fatta sentire, il malumore dilaga, il freddo ancora di più. Lo chiamano il demonio, gli abitanti di quei paesi, scuote la terra da sotto, la ricopre e la congela dal’alto.  C’é chi oltre a perdere la casa, dice praticamente addio al lavoro, allevatori, contadini vedono morire  i propri animali, lasciati liberi al gelo, con grosse difficoltá nel nutrirli.

Giorni dopo a Pescara, la notizia dell’hotel Rigopiano, alle falde del Gran Sasso, spazzato via da una slavina. Più di una trentina di persone dentro, passano 40 ore, nessuna notizia, escono i primi morti, ma i soccorsi, almeno qua, non mollano, scavano per notti intere e riescono a salvare per ora 10 persone, un miracolo, ma non chiamiamoli eroi, giustamente si arrabbiano, fanno “solo” il loro lavoro. Senza assicurazione, sotto pagati, rischiano la vita per salvare la nostra. Il bello dell’Italia.

Qualche giorno fa, sono state consegnate a l’Aquila le case di legno a alcune famiglie, 8 anni ci sono voluti prima che una persona possa dire di aver riavuto un tetto sopra la testa. Il brutto invece é la mancanza di rispetto, il lucro, l’abbandono, il dimenticare, a testa alta questa povera gente non ha mai smesso di lottare e noi a casa possiamo fare poco, solo commuoverci e arrabbiarci insieme a loro.

Arriverá il domani, un altro domani, su questa terra che ha perduto madri e figli sotto le rovine, che ha perduto gli amici, la casa, la comunitá, il lavoro, gli animali, i negozi, la luce, il riscaldamento, il pane, ed é piombato nel Medioevo.

La terra trema amore mio. Ma purtroppo la neve se ne frega.

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