L’Old Trafford della musica italiana

La prima volta é stata indimenticabile, lo ammetto, perchè é stata strana, “ò famo strano” direbbe Ivano di Verdoniana memoria. Anche se è il mio blog e posso prendermi tutte le responsabilità preferisco non raccontarvi cosa ho fatto lo scorso anno a Sanremo ma tranquilli non ho derubato nè ucciso qualcuno.

Parto dal lunedì quest’anno purtroppo o per fortuna il lavoro non mi intralcia più, vivo di sogni, niente viaggio alle 10 di sera in treno con doppia valigia e cassa di Moretti sulla spalla.

È una settimana magica quella del Festival, molti quando ne parlo non capiscono, bistrattato tra insulti per la bassa qualitá della musica e i cachet del presentatore/ospiti.

Tutto si ferma, la cittá dei fiori diventa l’ombelico del mondo. Ho la fortuna di poter condividere questa avventura con la grande famiglia di Campuswave, amici con cui per una settimana condividiamo la gioia di fare i due mestieri più belli del mondo: lo speaker e il giornalista.

Domattina si parte e via con il ritiro degli accrediti per la sala stampa radio-TV al Palafiori “Lucio Dalla” che già il nome ti mette i brividi, la chiamano di Serie B ma per me è come giocare a San Siro. Le conferenze stampa degli artisti in gara regalano sempre qualche spunto interessante, come qualche plagio da lanciare su Twitter che a noi piace parecchio.

Le interviste negli alberghi, locali per conoscere meglio il/la cantante delle Nuove Proposte di cui ci appassionaremo, è toccato ai Kutso, a Enrico Nigiotti, come dimenticare Chiara Dello Iacovo e Ermal Meta.

I video che ci e vi fanno emozionare montati da quel fenomeno tascabile di Andrea De Sotgiu rendono tutto ancora più speciale, le serate in Piazza Bresca la ciliegina sulla torta e chissá se quest’anno non ci scappa una jam tra Clementino e gli Zueno.

Come lo scorso anno mi occuperò della gestione Twitter della radio e mi aspetto qualche scoop in versione Miele Gabbata, giusto da consolare con occhi diella tigre poi a Casa Sanremo, labirinto in cui solo il sottoscritto sa destreggiarsi, novitá la diretta radio “Bar Ariston”, caciara prima di seguire tutti concentrati la gara e iniziare a pronosticare il vincitore.

La notte si dorme poco, quasi niente, si alza il gomito, lo ammetto ma anche in senso letterale quando si va a dormire.

Il primo Sanremo non si scorda mai dicevo lo scorso anno ma il secondo è pura magia. Quest’anno vi racconto la mia settimana sanremese, lo so vi annoierò sicuramente ma sono pronto a entrare nel teatro dei sogni. L’Old Trafford della musica italiana.

 

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