#CiaoMilano, ma non troppo

Non è mercoledì lo so, il classico appuntamento settimanale in stile Topolino quando eravamo bambini che usciva proprio a metà settimana è venuto a meno, ma sono giustificato. Ero a Milano.

Nella tana del lupo come noi liguri amiamo considerarla, non facciamoci tanti giri di parole in Liguria non li sopportiamo, ci intasano le strade nei weekend, nelle festività, d’estate, le spiagge, i parcheggi, dicono che “ci danno da mangiare” è un po’ è vero perchè senza il loro turismo saremmo una regione morta. Hanno il loro modo di fare molto contestabile, amano la focaccia, li capisco, da loro non hanno nulla di avvicinabile però mi divertono nonostante tutto perchè come si fanno prendere in giro loro con questa casual-ingenuità nessuno mai.

Vi dicevo sono salito io su, e come dicono Totò e Peppino “quando c’è la nebbia a Milano non si vede, ma se non si vede come la vedi?, ecco, non l’ho vista ma vi sembrerà strano per la prima volta a quasi 27 anni ho osservato il Duomo, bella roba, imponente, mi sono sentito proprio come la coppia di comici napoletani.

Vi sembrerà strano ma ho un ottimo rapporto con la città, probabilmente anche i miei ricordi più belli. Radio Deejay, la diretta nel programma radiofonico più famoso d’Italia insieme agli amici e in studio con i mostri sacri Linus e Savino, da bocca aperta. Tutto questo in Via Massena, vialone che neanche i milanesi conoscono, pensate un pò e per me è la strada che ricordo più che quella di casa mia.

Questa volta ci ho lasciato un polpaccio, reduce da un affaticamento dovuto alla partitella scapoli-ammogliati della sera prima, uno scatto per arrivare in tempo in sede e beccare l’amico Ale Cattelan e farci portare da lui a Sky perchè nel pomeriggio saremmo stati ospiti nel pubblico. Pazzia vera, non lo abbiamo incontrato per un pelo e la diagnosi del massaggiatore è impietosa il giovedì sera: stiramento al polpaccio, zoppo per tutto il giorno milanese.

Autobus a non finire, classica metropolitana e arriviamo in zona stazione Rogoredo a Sky, quartiere non dei migliori, si entra a “E poi c’è Cattelan“, anno scorso, stesso posto con in più un cartello, “Io sto con Campuswave”, la campagna di aiuto verso la nostra radio che ha rischiato la chiusura, la foto con Ale Cattelan ci ha aiutato, tocco di classe.

Tornando ai ricordi legati sempre a Deejay mi viene in mente il provino fatto per il programma “Pinocchio” condotto dalla Pina, cercavano uno stagista che gli gestisse i social, il mio pane, il colloquio consisteva nel scrivere 4 tweet con gli argomenti da loro dati, me la sono cavata bene ma non ce l’ho fatta. Testa alta sará per la prossima.

Arriviamo in centro, incontro l’amico collega Cigno che ci fa da cicerone, becchiamo Ansaldi, giocatore dell’Inter, ex Genoa, io che sono un sofferente  tifoso neroazzurro da sempre, mi sento in qualche modo legato a questa città anche se la proprietà cinese non la capisco proprio, figuriamoci loro che ne hanno due in due società principali.

Giro a Discoradio dove Cigno fa il tirocinante, luogo molto conviviale, tutti simpatici e mi trovo come a casa, in quanto in sede c’è pure RDS e una ragazza fa la regia al programma romano in cui la conduzione è affidata a Giuditta Arecco amica varazzina che tre anni fa ha vinto l’Academy, mi concedo un siparietto in fuori onda  con lei, sono il suo “erede” a Radio Skylab, casa Natale in cui lei è cresciuta, istruita proprio dal papà proprietario Angelo.

Zoppicando si ritorna nell’ostello, santi i tablet e le applicazioni, ci riposiamo un pò e via con il concerto del rapper cogoletese Tedua, amico di Carto, in rampa di lancia nell’ultimo periodo, una corsa contro il tempo tra corriere e taxi per non perdere la prevendita, una vita sempre di corsa.

Zona Alcatraz, famosa oramai la mia chiavetta a forma di fragola donata a Linus con demo e curriculum, storia di un pezzo addietro, andatavelo a leggere (Le parole sono pietre). Club House si chiama il locale, ci perdo due birre, mannaggia, e l’organizzazione lascia a desiderare. Entriamo, etá media bassissima, ragazzine scatenate e semi nude che mi fanno capire che probabilmente quando arriverà il momento di diventare padre spererò non sia femmina per non avere ansie incredibili. Lo dimostra il fatto che i genitori le aspettano fuori dal locale dormendo in auto, una sensazione che non vorrò provare.

Si rientra, nottata difficile ma il giorno dopo ci aspetta un viaggio in compagnia, Bla Bla Car ci porta a ospitare una simpatica ragazza in auto, le chiacchiere si sprecano.

Il #CiaoMilano, presa in giro nata dal comico Balbontin mi fa parecchio ridere visti i nostri trascorsi, non avranno il mare, la quiete ma non sono così male in fin dei conti.

Rivalutando il pezzo di Dargen D’Amico, amo Milano. Anche se in Liguria non lo urlo troppo forte.

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