Ammainata l’ultima bandiera

Probabilmente non è il momento adatto per parlare di calcio dopo i fatti occorsi ieri in piazza a Torino ma vi rendo questa giornata leggera, a una settimana di distanza, con un pezzo dedicato a Francesco Totti, alle bandiere in generale.
La scorsa settimana ci siamo tutti commossi a vedere quel ragazzino di 40 anni, diventato uomo a detta sua ora che probabilmente appenderà gli scarpini al chiodo.
35 anni di amore incondizionato alla sua Roma, al suo paese, dal 93 in serie A,sentimento corrisposto dai tifosi che con le lacrime agli occhi e l’incitamento l’hanno trasportato nella sua amagonata ultima corsa.
Roma- Genoa. Una settimana che vale una carriera, l’ultimo scatto, gol,assist,calcio d’angolo, punizione, fascia di capitano.
Ha coronato i sogni di tutti i bambini del mondo. Ha vissuto per e con quella maglia, ha vinto (poco) per e con quella maglia, e pazienza se avrebbe potuto vincere di più in un altro club. Chissenefrega, perché il cuore è il motore pulsante delle nostre vite, e il calcio non fa eccezione.
È proprio questa che fa di un uomo il simbolo di una società, serietà, puntualità, professionalità per anni e anni.

Gli anni del Grande Milan (Maldini, Costacurta, Tassotti, Baresi), il Manchester ( Scholes, Giggs, Neuville), il Barcellona (Messi,Iniesta, Pujol, Xavi), tutti campioni legati da sempre alla stessa maglia.
E come potrei dimenticare, io poi, Giacinto Facchetti, Beppe Bergomi, l’idolo Javier Zanetti, personaggi che hanno fatto parte del mio credo calcistico e vitale.

Perché la bandiera non è solo un nome da utilizzare quando parli del team, è una persona da esportare, quella casacca la indossa tutta la vita e guai a chi gliela tocca.
Il caso Spalletti-Totti può creare diverse dimensioni di pensiero come lo è stato per il caso di Maldini e Del Piero, sono scelte,condivisibili e non, che fanno parte di uno sport che di riconoscenza non ne ha proprio nulla.
A chi ci aggrappiamo ora? A Buffon,Marchisio, De Rossi, Pellissier (storia incredibile la sua), Insigne, mosche bianche in uno sport in cui regna il vil denaro e i giochi di forza.
Sarò di parte avendo militato, nella mia passata, becera “carriera”, solo nella squadra del mio paese ma avrei dato l’anima per quella maglia.
E Francesco Totti è sempre stato così, l’ultimo esempio di questo sentimento incondizionato, viscerale.
Discusso,strafottente,poco vincente ma geniale,simpatico,ironico e soprattutto giallorosso.
Incrociamo le dita e speriamo che quel giovane capitano dei pulcini mantenga la promessa.

Quelle lacrime lo hanno fatto tornare quel bambino che sognava di giocare per sempre con quella maglia.
Ci ha fatto ripensare ai veri valori di questo sport, a volte un po’ abusato in Italia.

Applausi e berretto giù.

È stata ammainata l’ultima bandiera.

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