Uno schiaffo spensierato estivo

Conto i granelli di sabbia come una clessidra che scende inesorabile.
Siamo praticamente arrivati alla fine di quest’estate, solitamente la definisco conclusa quando si arriva al 16 settembre, crocevia della mia vecchiaia e inizio della scuola.
Che voto personale darei a quest’estate? Un 7 pieno lo merita tutto.

Mi sono divertito a tornare a guardare il mare nell’ora di pranzo e nel weekend e per il resto della giornata andando a caccia di notizie per il giornale, soprattutto al mattino quando il tempo risultava sempre tiranno.
Poche le ore di sonno, di sera devo ammetterlo di essermela spassata e questo ha fatto sì che qualche scoop lo abbiamo pure portato a casa, utile al dilettevole diciamo.
Qualcuno mi ha fatto girare le scatole e deve proprio averci messo se stesso perché in questo periodo della mia vita farmi arrabbiare risultava essere un compito arduo. Ci sono riusciti, ma da queste situazioni cresci, impari dagli errori, stai lontano da certe persone.
Innamorarmi? No, non per il momento, o meglio, vediamo, ci si collega al discorso della frase di poco fa, ho la testa verso quel 20 settembre che significa fine della sessione universitaria.
Ma non fine degli esami purtroppo. Vi avevo raccontato dell’obiettivo difficile ma fattibile della laurea a novembre. Tutto vanificato dallo sciopero “annunciato” dei docenti, esami che vengono confermati a 4 giorni dagli appelli e poi il giorno prima il dietrofront. Rispetto la decisione della protesta contro un sistema che non favorisce la ricerca ma gli studenti hanno, oltre naturalmente a dei doveri, il diritto di poter dare gli esami, soprattutto se si è ha un passo dalla laurea, con delle rate da pagare.

Basta, il momento ligure mugugnone lo metto nel cassetto, ora mi sovviene analizzare ciò che è successo in Italia e nel mondo in questa stagione estiva.
Partiamo dall’estero. Attentato di Londra e non ultimo quello di Barcellona. Di Manchester vi avevo scritto mesi fa, hanno perso la vita bambini innocenti che stavano seguendo il concerto della loro eroina Ariana Grande, cosa c’è di peggio di uccidere piccole persone innocenti che hanno tutta la loro vita davanti? Barcellona, Rambla e la mente torna indietro a Nizza e i mercatini di Berlino, stessa dinamica e altri 3 nostri compaesani che ci lasciano vittime del terrorismo, dopo Fabrizia Di Lorenzo in Germania anche Luca Russo, Bruno Gulotta e Carmen Lopardo.
Guerra all’estremismo islamico? Servirà a poco, si racchiudono dietro a queste cellule fondamentaliste con ideali che vanno al di là della pazzia umana, purtroppo quello che ci viene da pensare è che tutto ciò sia sempre successo sin dai tempi delle crociate quando c’è di mezzo la religione non esiste nessun fiore nel cannone.

In Francia è cambiata la presidenza e per la prima volta nella storia ha preso una via centrista molto europea con la vittoria del giovane Macron che poi scopriremo essere un personaggio di facciata troppo truccato oserei dire vista la gaffe del pre discorso e i soldi spesi in make up, assoggettato forse a una moglie-madre ex prof più che carismatica in simil Bill-Hillary ma con un finale che spero per la francese sia più dolce della delusa per eccellenza di questo 2017.

E in Italia come ce la passiamo? Non bene, il terremoto di Ischia ha riacceso incubi mai sopiti, fortunatamente solo 2 vittime con lo sprofondamento dell’isola di circa 4 centimetri. Ad Amatrice tutto sembra si sia fermato come successo all’orologio del campanile, macerie dappertutto e uno Stato che come al solito sta a guardare, L’Aquila insegna.

Siamo nel periodo più buio quasi a livello fascista per quanto riguarda l’odio razziale, non ricordo un accanimento così pesante contro l’immigrazione, ma quello che spaventa è che anche i piccoli centri paesani danno forza a questo terribile credo, è facile odiare e aggrapparsi a loro quando sei in una grande città e i problemi sono tanti ma nel piccolo, pensare di attaccare una persona dal colore diverso dal nostro mi sembra un’utopia. Mettiamoci in testa di essere un Paese razzista, senza più regole e valori.

Il caos vaccini ne è un po’ la dimostrazione e qua non voglio mettermi contro nessun antivax ma ci si lamenta quando non ci sono regole e al momento che ne è stata inserita una di prevenzione non serve, a mio avviso lamentarsi.

Sto diventando polemico lo so, la pianto con un’ultimo pensiero e mi attacco a un caso che ha poco di sportivo. Torino, migliaia di persone occorse nella piazza centrale del paese per la finale di Champions League tra Juventus e Barcellona. Uno stupido fa scoppiare un petardo e inizia il putiferio, la gente scappa in preda a un terrore che oramai è entrato a far parte di noi visti i recenti fatti,si schiacciano contro le transenne, vetri ovunque, feriti, un bambino perde la vita.

Allora da italiani, se non scappa un morto non ci muoviamo, si alza il livello della sicurezza e molte manifestazioni se non a norma saltano preda del Decreto Minniti.

Parliamo veramente di sport, nell’estate senza Europei, Mondiali e Olimpiadi ha tenuto banco il caso Donnarumma, le spese folli del PSG e la campagna faraonica del Milan con un Napoli che potrebbe avere la chance importante finalmente di insidiare l’egemonia bianconera. L’Inter? Da tifoso non mi sbilancio.

Il ciclismo ci ha fatto esaltare ma non esultare con Nibali e un Aru campione d’Italia nel segno di Michele Scarponi, ma solo da podi nei grandi giri. Almeno che.. oggi.. l’Angliru…

Nei motori incrociamo le dita con le due rosse di Vettel e Dovizioso con un Rossi che ha dovuto alzare bandiera bianca.

La comicità ha perso quest’estate personaggi del calibro di Jerry Lewis, maestro statunitense della risata, maschera indimenticabile, Paolo Villaggio colui che ci ha fatto immedesimare nel personaggio che tutti abbiamo amato e infine l’ultimo degli Amici Miei “il Melandri” Gastone Moschin.

Ed è proprio con lui che saluto quest’estate, con una bella supercazzola e la naturale spensieratezza di una zingarata estiva.

 

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