Si spengono i microfoni

Oggi faccio un pelo di fatica a ricordarmi quello che è successo ieri, questa risacca che ti prende in pieno e ti cappotta insieme a una girandola di parole lascia un pò stordito.

Ma non si molla, sia mai, nel primo pomeriggio mi sono improvvisato camera man per un vox in mezzo alla gente, soddisfacente, Fiorello è piaciuto, martedì aveva spaziato in piena par condicio scherzando senza farsi sgamare sulla politica, Baglioni è un capitano coraggioso a cui tutte le vecchiette si affidano.

Mi sono divertito alle conferenze stampa, Max Gazzè è un’artista a tutto tondo, Mario Biondi con quella voce potrebbe fare qualsiasi cosa. Quest’anno alla “Lucio Dalla” al Palafiori è partita, a caso,  l’iniziativa di regalare dolcetti agli artisti, usanza strana, quest’anno un pò di carbone lo meriterebbero.

Solito Morgana per le interviste, partiamo con Anna Falchi e qualcuno deve ancora capire se era lei, Malena la Pugliese non era stata riconosciuta anche se qualche diottria me la deve, Alex Belli mi chiedo ancora chi sia. Poi Balotelli, soffiata da villa Ormond, non si può riprendere, riviviamo nella nostra mente il film “Paparazzi“, piccola distrazione, pausa in bagno e tac, beccato. Con uno stratagemma d’altri tempi poi la foto è solo una formalità.

Mi godo il Festival in sala stampa tra un calice di Leffe e la commozione per Chiamami ancora amore, il prof non delude mai. Comunque mi ricredo, sono in crescita, Baglioni per fortuna canta, niente incursioni, Favino sempre speciale e stavolta balla pure, Michelle dirige i lavori. La musica è quella che è anche se mi ricredo su Red Canzian e Annalisa, secondo ascolto sempre il migliore.

I ragazzi della notte irrompono nella movida, foto con l’idolo Vessicchio, solite chiacchierate con il maestro Morini che ci trascina al Santa Tecla, casa Rai, musica anni 90 e ballo persino sulle note di Vasco. Come sono conciato.

Un giovane rampante vincitore di concorsi se ne aggiudica un altro e lo intervisto alle 4. Molto simpatico, sono anche più spigliato quando barcollo. Fosse sempre così.

Torniamo a casa, cappuccio e brioches per strada come da copione e si spengono i microfoni. Ma non tutti.

 

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