L’alba a tutto volume di via Turati

Mi guardo intorno, ancora oggi, dopo 4 giorni e penso di dover andare via da un momento all’altro. L’esperienza di vivere da solo è più dura di quanto pensassi. Aggiungi pensieri ai già tanti presenti tutti i giorni ma ti responsabilizza assolutamente molto di più.

Il primo giorno che sono andato via da casa dei miei, dopo 14 anni, mi guardavo intorno in mansarda. Tutte le cose appese al muro di fronte al letto, gli oggetti, sono un ricordo indelebile, indimenticabile. Le ore notturne passate a studiare, le serate a giocare a carte con gli amici (il 23 l’ultima storica partita ricca di commozione), i pensieri in solitudine, le litigate con mia madre e mio fratello, i consigli di mio padre, i giochi con Lucky.

Le scatole e le valigie si fanno pesanti, non so assolutamente a cosa vado incontro, l’unica certezza è che non so fare niente, posso solo che imparare. In queste prime sere, Luana per due volte e Bruno mi hanno praticamente fatto da mangiare, io ho solo fatto “da boccia” per cercare di imparare e carpire i più semplici segreti del mestiere. Cose semplici: hamburger e patatine, pasta e frittata, mi direte “checcevo”?. Ehm, se mi conoscete, capirete la situazione.

Sono ordinato, quello sì, tutto deve avere un posto specifico, ed è forse l’unica cosa che mi salva ma patisco la burocrazia dei contratti, dei pagamenti, le pulizie, lavare i piatti quello no, l’ho fatto e continuo a farlo al bar tutti i giorni.

Il secondo lavoro me lo tengo stretto, ora capisco quando mio padre era preoccupato per il mutuo tempo fa, mi ci rivedo nel mio piccolo. Raccimolare soldi per arrivare alla fine del mese per sopperire a tutte le spese che ne conseguono. “Arrivare alla fine del mese“.  Quante volte l’ho sentita questa frase. Mi ha sempre spaventato, ci sono dentro e a volte ho paura ma poi rialzo la testa come ho sempre fatto e penso che ce la farò.

Mi emoziona tutto di questi giorni, appendere qualcosa al muro, accompagnare Luana al lavoro con lo sfondo dei bellissimi colori del mattino, fare la spesa nei supermercati, nei negozi per la casa, un consiglio però non comprate gli appendi asciugamani con ventose per il bagno dai cinesi. Non valgono una ceppa. A breve sto pensando di aprire un canale Youtube, molto ironico, sull’avventura di chi non è capace a gestire una casa. Ne vedrete delle belle. Intanto è nato l’hashtag #CasaLucio ed è già social.

Via Turati (che tra l’altro era la zona milanese in cui era presente la sede del Milan) è un posto nella periferia non spettacolare di Savona, mi sembra tranquilla anche se le strade sono strette e solo con una 600 puoi avere vita facile soprattutto per il parcheggio.

La prima notte, senza televisione perché mancava e manca l’adattatore per il cavo dell’antenna, mi sono letto il libro di Javier Zanetti, mio idolo calcistico e ex capitano storico dell’Inter, ora vicepresidente. “Vincere ma non solo” questo il titolo del libro che è un pò un vademecum, un manuale su come si può partire da zero e diventare uno dei giocatori più vincenti del mondo a 37 anni. Da anni non leggevo un libro prima di dormire e persino mio padre ,mentre io e mia madre sistemavamo casa, si è seduto sul letto a sfogliare un manuale contro l’ansia che mi ero comprato. Era interessato, glielo presterò, ecco da chi ho preso.

La mattina seguente alle 6 e mezza sono sveglio. La vicina di casa ha proprio la televisione dietro al mio letto e la tiene accesa a tutto volume. E’ sorda. E questo succede tutte le mattine dal 3 gennaio.

Busso sul muro due o tre volte e comunque dopo qualche imprecazione sorrido. E’ partita l’avventura. E’ un’alba particolare in via Turati e La Mansarda si sposta qua. Mantenendo intatta la sua identità.

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