Vietato nascondersi dietro ad un dito

A ridaje. Verrebbe da dire. Citando anche un’espressione che sicuramente sarebbe stata molto cara al compianto Gigi Proietti (me ne approprio anche se tifava Roma).

Ieri l’Inter ha vinto 3-0 a Sassuolo. Vuoi per due regali del centrale difensivo, vuoi per un centrocampo messo meglio rispetto al solito. Comunque una vittoria, importante per la classifica e non scontata contro la squadra di De Zerbi che sta creando grattacapi a tutti.

I neroazzurri ne venivano da una figuraccia contro il Real Madrid. Un’espulsione di Vidal indegna per un giocatore della sua esperienza e una partita che l’Inter doveva vincere con il coltello tra i denti, soprattutto con un Real con tante defezioni e in difficoltà in Liga e in Champions,  per sperare di passare il turno. Ora due sfide contro il Gladbach e contro lo Shakhtar da vincere assolutamente e sperare che i tedeschi non facciano una tortaccia (probabile) con gli spagnoli.

Ieri però dopo il match del Mapei Stadium di nuovo una persona sola a fare da protagonista: Antonio Conte.

“All’Inter non è semplice nulla, perché non si vede l’ora di buttare negatività su di noi. Dobbiamo essere bravi, ermetici, pensare a noi stessi e a continuare a lavorare, c’è gente che non vede l’ora di buttare non dico cosa su di noi. Vedere questo accanimento su di noi lascia perplessi, diventa difficile dare il meglio per i calciatori, ma loro sono bravi”. 

Dopo tre mesi da quelle parole di attacco alla società non è cambiato nulla, anzi ha rincarato la dose e ha specificato proprio quell’aspetto. Il summit d’agosto pareva aver messo il problema a tacere e i vertici societari nonostante tutto giovedì gli hanno dato fiducia.

Niente di tutto questo. Nell’allenatore permane questo spirito da prima donna dove nonostante la partita abbia avuto un risultato positivo, si permette nuovamente di puntare il dito contro chi gli paga 12 milioni di stipendio.

Analizziamo un aspetto. Giocatori voluti da Conte a parte l’ottimo Lukaku: Young: tatticamente giocatore che potenzialmente può essere importante ma le 35 primavere stanno pesando; Kolarov, ha giocato (male)prima della positività al Covid fuori ruolo e non ha più il passo dei tempi migliori; Vidal l’emblema della sua campagna acquisti: tre partite in champions tre errori gravi vedi Gladbach e l’espulsione per protesta contro il Real e partite non di certo all’altezza del suo livello. Da sottolineare che se faceva panchina al Barcellona e spaccava le partite solo nell’ultima mezz’ora un motivo ci sarà.

Per non parlare di un gioco pressoché nullo. Il simbolo è stato il primo tempo con il Torino dove il centrocampo è rimasto in balia e gli esterni, soprattutto Hakimi che doveva essere un iradiddio, hanno sofferto dal primo minuto. 

Certo è, che con partite ogni tre giorni, una delle due competizioni bisognerà sacrificarle, anche se sarebbe veramente bastato poco per essere a ridosso degli spagnoli in Europa visti i regali delle prime 4 partite.

E il campionato non pare così scontato anche perché tutte, con le big o presunte tali vanno a 100 all’ora e in caso di retrocessione in Europa League giocare al giovedì e poi alla domenica, sarebbe un danno più che una rivincita dello scorso anno.

Come dicevo lo scorso luglio, il pensiero è che non abbia più voglia di Inter e che il suo dna non si sia mai sopito. In qualsiasi modo vada è meglio che le strade si dividano e che arrivi qualcuno che i colori neroazzurri li sappia veramente apprezzare.

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