Una crisi di Governo da “purché se ne parli”

Governo tecnico, senza Conte, con i responsabili, il volemose bene nonostante tutto o le urne.

In poche parole un gran casino in questo neonato 2021 nel quale ci aspettavamo ancora di tutto ma non questo.

L’ipotesi più probabile è che riescano a trovare una quadra ritornando tutti insieme, anche se ad una parte del Pd e del M5S (i fedeli di Di Battista) non convince l’idea di darla vita a Renzi a cui però il Conte ter non convince. Quindi? Un altro premier diverso dall’avvocato non sembra fattibile, vedi Franceschini, anche se proprio lo stesso presidente della Camera, dell’ala più a sinistra pentastellata, non è un nome da sottovalutare, anzi.

La crisi di Governo creata da un’Italia Viva e da un Matteo Renzi in cerca d’autore (che in alcuni aspetti potrebbe aver ragione ma non nelle tempistiche) è ora, dopo le consultazioni con tutte le forze politiche svolte dal Presidente Sergio Mattarella, in mano a Roberto Fico per la seconda volta dopo il 2018.

Carlo Cottarelli, Marta Cartabia e Mario Draghi per un Governo tecnico alla Monti? Il nome dell’ex presidente della Bce circola da fin troppo tempo e quindi di solito in politica quando ti tirano subito in ballo sei già bruciato. Per Renzi sarebbe la scelta ideale, per il centrodestra forse anche, ma non è da escludere che venga scelto come sostituto esterno di Gualtieri (braccio destro di Conte) al ministero dell’economia. E la Lega avrebbe già il pollice su.

Alle urne non ci vorrebbe andare nessuno, forse solo Fratelli d’Italia, ma è infattibile per tre motivi: andare al voto e fare una campagna elettorale in piena pandemia sarebbe una pazzia; con il taglio dei parlamentari in molti perderebbero il posto da deputato/senatore che sarebbe garantito andando avanti ancora per due anni oltre all’instabilità economica in cui verserebbe il paese in 4 mesi di totale stop per tutti gli interventi economici mettendo in ginocchio tutti.

I responsabili si sono sciolti come neve al sole e il caos Ciampolillo non è servito a nulla se non a creare più indignazione di quella che si era venuta a creare con il caso Scilipoti/Razzi del 2010 votando la fiducia all’allora premier Berlusconi. E il numero 1 di Forza Italia che fa? Sognare una presidenza della Repubblica nel 2022. Da non sottovalutare.

Il numero dei centristi (ex Fi, Dc, grillini soprattutto e Pd delusi) potrebbero servire solo a Conte per il suo partito europeista in vista del 2023 oppure delle urne ravvicinate. Togliendo di fatto dalla corsa proprio il M5S che perderebbe così voti su voti.

In tutto questo non me ne vogliano da Italia Viva ma forse sappiamo tutti di chi è la colpa e non di qualche Dpcm sgangherato. Ma purchè se ne parli…..e in tutto questo oggi è un anno di stato di emergenza. Così, per dire.

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