Conte, gli stipendi e il rischio bocca asciutta

Il dito medio di Conte, l’insulto di Agnelli e la lite Oriali/Paratici hanno spostato l’attenzione su un aspetto decisamente da non sottovalutare in casa neroazzurra. L‘Inter è fuori dalle due principali coppe e in malo modo.

Detto tempo fa dell’eliminazione dalla Champions, buttata via con degli errori dei singoli, vedi l’errore di Vidal contro il Gladbach e l’espulsione di Madrid e i pareggi a reti bianche decisive con lo Shakhtar decisivo soprattutto l’ultimo per il passaggio del turno, pare che alcuni uomini di Conte e lo stesso allenatore abbiano tirato i remi in barca nevosi per una situazione societaria che non farebbe stare sereno nessuno.

Suning stoppato dal governo cinese non può spendere non solo nel mercato ma neanche nel pagamento degli stipendi. A giorni dovrebbero essere pagate le mensilità di luglio e agosto, in ritardo praticamente di 6 mesi sull’ordinario. In settimana intanto potrebbero pure esserci sviluppi sull’asse con Bc Partners, con un innalzamento della prima offerta di 750 milioni. La proprietà nerazzurra aveva specificato che onorerà gli impegni per tutto il 2021 e l’intenzione è solo cercare quella di cercare un socio di minoranza. Bc Partners però non sarebbe l’unico fondo interessato: gli americani di Ares resterebbero in corsa per entrare nel club. ​

Se quando tutto andava abbastanza bene il patto dello spogliatoio pareva reggere, con l’uscita dalla Champions con neanche l’Europa League come sfogo B, la Coppa Italia ha messo in luce un malessere nei giocatori cardine. Lukaku è risultato essere uno spettro in mezzo a De Ligt e Demiral, così come lo stesso Brozovic e una difesa meno attenta rispetto ad inizio campionato.

L’Inter è sì seconda a due punti dal Milan ma avrà nelle prossime 5 tre scontri diretti con Lazio, rossoneri e Atalanta (con i mezzo Genoa e Parma che hanno bisogno di punti salvezza). Ora è obbligata a vincere lo scudetto e abbiamo capito che quando la pressione si fa sentire i neroazzurri non rispondono presente. Ancora di più con la spada di Damocle societaria.

C’è da dire che il doppio impegno con la Juve, soprattutto all’andata, ha dimostrato che senza quei due errori gravi commessi prima da Young e poi dalla premiata ditta Bastoni/Handanovic, la squadra sarebbe stata in corsa. Considerando anche le diverse occasioni avute nel secondo tempo di Milano e con minore intensità ieri, match dove avrebbero dovuto mangiare l’erba.

Conte quei suoi 12 milioni all’anno (che presumo visto che il cash non li stanno prendendo i giocatori non siano neanche nelle sue tasche. Da lì il nervosismo) non li sta per nulla guadagnando con la gestione scellerata dei cambi, vedi Kolarov ieri e il mancato inserimento di un Pinamonti almeno negli ultimi 10 minuti per cercare l’assalto finale. Il “recupero” di Eriksen (in un ruolo non suo) invece non si può considerare un suo merito ma anzi solo un’esigenza di un mercato invernale totalmente fermo.

Il rischio di un anno a bocca asciutta è molto alto e non vorrei essere troppo “tragico” ma se in società non entreranno nomi forti si rischiano annate dove l’ingresso nelle coppe europee saranno l’unica soddisfazione.

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