Chiediamo solo rispetto

Mi sono interrogato più di una volta in questo terribile ultimo anno e mezzo se il mestiere che ho sempre ritenuto essere il più bello del mondo fosse realmente tale.

Me lo sono chiesto, nonostante i tanti sacrifici fatti per arrivare a svolgere il lavoro che sognavo da bambino, perché negli ultimi 18 mesi, soprattutto, a più riprese ci siamo ritrovati a dover far fronte ad attacchi quasi giornalieri sulla pagina Facebook del giornale anche solo per la pubblicazione di un bollettino giornaliero legati ai contagi e purtroppo ai decessi nella nostra regione e provincia.

“Sciacalli”, “Giornalisti terroristi”, “Non vi vergognate”. Commenti che via via ora stanno piano piano scemando perché i cosiddetti “leoni da tastiera” hanno deciso di spostarsi non più sulla piazza virtuale ma sul palcoscenico reale, la strada.

Personalmente non sono stato vittima di insulti come giornalista nonostante lo zaino sulle spalle marchiato Savonanews, forse perché non mi sono addentrato proprio nel cuore della protesta dei No Vax e no Green Pass in piazza Sisto a Savona, ma sono stato schernito solo perché indossavo due mascherine, che in una calca del genere, aveva più di un senso.

A differenza del collega Saverio Tommasi di Fanpage, a cui va tutta la mia solidarietà, che a Firenze nel mezzo della protesta è stato insultato con i peggiori epiteti e spintonato. L’odio verso la categoria si è inoltre spinto in molte altre piazze italiane ad esempio con il lancio di pietre contro la sede de Il Secolo Xix a Genova e gli spintoni e insulti di Roma.

Il giorno successivo le manifestazioni, su Twitter, primo in tendenza, la parola giornalista ha scatenato un vero e proprio dibattito che ci ha visti essere messi totalmente alla gogna. Solo le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella mi hanno rasserenato e non ne avevo dubbi, il quale, oltre a tenere alta l’attenzione sulle fake news, ha definito centrale ‘la protezione della libertà e del pluralismo dei media’ e ‘la sicurezza dei giornalisti’”. Ecco.

A differenza di quanto viene detto, che pompiamo i titoli, che creiamo preoccupazione nelle persone più di quella che è già presente, il nostro lavoro è quello di informare, di raccontare la verità e lo facciamo tutti i giorni per le strade del nostro comune, della provincia, la regione. Nonostante tutto.

Chiediamo solo rispetto. Nulla di più.

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