Dal modello Europeo al flop Mondiale: cos’è cambiato in 4 mesi?

Se rompi paghi e i cocci sono tutti tuoi. Questo in sintesi secondo me il proverbio che cade a pennello sull’Italia di Mancini che lunedì sera contro l’Irlanda del Nord ha fallito l’accesso diretto ai Mondiali del Qatar 2022.

Ma cosa è successo da 4 mesi a questa parte dopo la vittoria di luglio degli Europei? E’ sparito prima di tutto il gioco veloce, ricco di passaggi vicini e di cambi di campo, poi sembra una scusa assurda ma l’assenza di capitan Chiellini nelle due partite più importanti (Svizzera e Irlanda del Nord), nonostante i suoi 37 anni pesa eccome, per la sua presenza in campo e nello spogliatoio, così come Leonardo Spinazzola, ira d’iddio nelle 5 partite dell’Euro prima dell’infortunio che gli ha fatto saltare la semifinale con la Spagna e finale con l’Inghilterra. E si è visto, considerato la fatica che è stata fatta in quei due match.

Poi….non abbiamo chiuso i match point. Al rientro dalla sbornia festosa di Wembley ci siamo gettati in una Nations nel quale abbiamo fatto il nostro con il Belgio, non con la Spagna nel quale si iniziavano ad intravvedere le prime crepe. Poi i due punti regalati contro la Bulgaria (1-1), i due con la Svizzera (0-0) con il rigore decisivo sbagliato da Jorginho e nuovamente a Roma con gli svizzeri al 90esimo con un tiro dal dischetto che neanche il peggio difensore di provincia.

E lì è scattata la paura, di quella che fa tremare le gambe, quando invece sarebbero dovuti andare in campo e mangiare l’erba seppur in un campo non semplicissimo. Quella che abbiamo avuto 4 anni fa con la Svezia, quella che avevamo in passato nei match di qualificazione quando dovevamo incontrare delle “piccole”. E contro l‘Irlanda del Nord siamo stati l’emblema, da terrore negli occhi. Il gioco è sparito (ma non da lunedì, dalla partita contro i bulgari in poi), i passaggi indietro ne hanno fatto da padrone e abbiamo capito che certi giocatori in questo gruppo possono starci ma solo in panchina (Acerbi, Emerson, per ora Tonali). Mancini per la prima volta ha dimostrato di avere poche idee, era particolarmente preoccupato come mai non è stato in passato, a suo favore il fatto che il materiale è questo niente di più niente meno (nei convocati ci potevano stare giusto Darmian e Dimarco). Manca poi il centravanti come il pane. Non ne abbiamo e non possiamo continuare a risolvere le partite grazie a Di Lorenzo. Belotti e Immobile, nonostante quest’ultimo segni a valanga in campionato, con la maglia azzurra è sempre sembrato più che timoroso, hanno fatto in totale 12 gol il primo e 15 il secondo con Insigne fermo a 10. Numeri che gente come Mbappè, Lewandoski e Ronaldo fanno da soli raddoppiati. Pensare ora di tirare fuori le castagne dal fuoco gente come Kean, Raspadori, Scamacca, l’exploit Lucca (che ricordo essere un giocatore di serie B e che non ha ancora dimostrato nulla) o il chiacchierato delle ultime ore Balotelli, mi viene veramente da ridere.

Un altro aspetto che non mi è piaciuto è la fuga dal ritiro prima e dopo la partita con la Svizzera per fantomatici infortuni. Pellegrini quando si tratta della Nazionale ne ha sempre una e poi la domenica successiva gioca con la Roma, lo stesso Zaniolo, Bastoni pare sia disponibile per il match contro il Napoli, Immobile vergognosamente anche. Segnali che c’è qualcosa che non va, soprattutto in un momento così delicato.

Sono bolliti? Può darsi. Presuntuosi e si sono montati la testa? Anche. Barella è il simbolo, ed è sembrato veramente spremuto e quando le gambe non vanno il nervosismo è uscito fuori. Si gioca spesso però, e fare arrabbiare qualcuno, non lavorano in fabbrica, fanno i calciatori e con la maglia dell’Italia devono tirare fuori tutto quello che hanno. Cosa che per carità hanno fatto all’Europeo e per questo li ringrazieremo sempre.

Ci toccano i playoff ora. Siamo teste di serie e potremo avere nel gruppo uno tra Portogallo, Russia, Scozia, Galles, Svezia e due tra le non teste di serie Austria, Turchia (ex avversarie dell’Euro), Polonia, Macedonia del Nord, Repubblica Ceca e Ucraina.

Un terno al lotto nel quale tutto potrà succedere, ma andremo in campo a marzo e abbiamo tutto il tempo per ricompattarci e far crescere alcuni giovani acerbi.

Per ora, però, di pastasciutta ne dobbiamo mangiare parecchia.

Foto Mancini AdnKronos

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