Quirinarie. Stallo, Bianca e confusione

Stallo. O meglio, confusione. Parecchia.

Se la prima chiama è volata via, senza nessun particolare colpo di scena e con una sfilza di schede bianche e qualche nome totalmente a caso, la seconda ha visto rivincere Bianca ma in confronto è stata una giornata che non ha dato sì nessuna risposta ma che ci ha fatto capire solo una cosa: regna il caos.

Il centrodestra spariglia le carte e confonde gli animi buttando lì tre nomi: l’ex ministro dell’istruzione Letizia Moratti, l’ex presidente del Senato Marcello Pera e il magistrato Carlo Nordio, che il giorno prima aveva annunciato di non sentirsi all’altezza considerando che non aveva mai neanche fatto il consigliere comunale. E direttamente in conferenza stampa, alla sua presenza per altro, l’endorsement per il coordinatore di Forza Italia Antonio Tajani. Della serie, sei un nome di tutto rispetto ma non ti candidiamo. Senza un perché. Vabbè.

Con tutto il rispetto, i tre nomi sono stati comunque di facciata. Per prendere tempo o smuovere gli animi con il centrosinistra che nel frattempo un’ora dopo si sarebbe riunito in un vertice tra Letta, Conte e Speranza.

Verso sera poi la richiesta di Enrico Letta di vedersi oggi, buttare via la chiave finché non verrà trovata una quadra con tutti gli attori in campo, da destra a sinistra passando per il centro.

Mario Draghi è in standby e a questo punto sembra difficile che lo facciano traslocare al Quirinale anche perché trovare un/a sostituto/a a stretto giro di posta senza minare la stabilità del Governo sembra improbabile.

Rimangono in piedi fondamentalmente 4 nomi: Pier Ferdinando Casini che pubblica una foto di 40 anni prima e che fa intuire di essere pronto al Colle (non sono dello stesso avviso i 5 Stelle); Maria Elisabetta Alberti Casellati, attuale presidente del Senato, nome vicinissimo a Berlusconi, che piace a Salvini e ai grillini (anche se il leader della Lega probabilmente bluffando ha dichiarato di non volerla spostare dal suo incarico) e che potrebbe aprire uno scenario politico per la successione in caso di sua nomina a Presidente della Repubblica; Franco Frattini, ex ministro degli esteri, forzista della prima ora, moderato e indietrissimo l’ex premier Giuliano Amato (Andrea Riccardi ed Emanuele Severino sono gli altri nomi che circolano) che dopo 7 anni rischia nuovamente di finire a bocca asciutta.

Nel frattempo Bianca domina e una sfilza di nomi senza senso sviliscono un paese interno. Paolo Maddalena, ex presidente della Corte Costituzionale, candidato degli ex M5S e il Presidente Sergio Mattarella sono i più votati nuovamente con al terzo posto il deputato genovese Roberto Cassinelli, scelto a detta sua per rispetto (o per scherzo) dai suoi colleghi di Forza Italia.

E’ pronta a partire la terza chiama che andrà nuovamente a vuoto e a questo punto è probabile che anche la quarta sia un nulla di fatto. Il muro contro muro deciderà la questione?

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