BuonGiro. Dumoulin rialza la testa e la Jumbo sorride

Doveva dare un segnale a questo giro dopo il crollo sull’Etna e l’ha fatto. Tom Dumoulin ha rialzato la testa ed ha acceso la corsa di ieri e le speranze, per lui, di rientrare in classifica.

Tra Calabria e Basilicata, Diamante e Potenza, la Jumbo Visma dà un segnale di vita e il vincitore del Giro 2017 insieme al compagno connazionale d’Olanda Koen Bowman prendono parte ad una fuga alla quale partecipano l’altro olandese Mollema, Camargo della EF e i nostri Vilella della Cofidis e l’ottimo Formolo.

Proprio il corridore della UAE è sembrato essere essere il più brillante della fugona con lo stesso Bowman, gasati per ottenere i punti per i Gpm. Bella tappa, ricca di salite non insidiosissime ma comunque fastidiose. Il gruppo aveva, ad un certo punto della corsa, un distacco di più di sei minuti con un Dumoulin e i suoi 8 minuti di ritardo dalla maglia rosa che si stavano assottigliando parecchio facendolo rientrare nella top 15.

Purtroppo per lui, nulla di tutto questo, il gruppone non ha sbagliato tattica ma l’ha tenuto alla fine a 2.59, tempo utile per mantenerlo ancora fuori dai giochi. Dovrà inventarsi qualcos’altro il capitano della Jumbo per provare a sperare ancora nella rincorsa rosa.

Nel frattempo ha corso da vero campione, mai in difficoltà, aiutato sì dal compagno ma comunque sempre fresco e lucido soprattutto nel finale quando una foratura poteva di nuovo mettergli davanti il conto della sfiga. La depressione del 2021 sembra essere svanita, si è rialzato e dopo lo stoppaggio di Bowman ha aiutato proprio quest’ultimo per la volatona finale dove a dominare sono stati su quattro posti, tre olandesi. Delirio orange potremo definirlo. Ps: ieri avevo detto che la Jumbo si sarebbe rialzata. Auto touchè.

Nessun sussulto dietro, se non il ritardo, previsto già alla vigilia, dei velocisti. 42 minuti, salvi, il tempo massimo a sto giro era altissimo. Cavendish però perde una pedina importante: quel Morkov che tanto gli serviva per il trenone Quick Step.

Voliamo ad oggi. Sbagliando ieri con gli amici del fantaciclismo ho detto che quella di Napoli sarà un’altra tappa da sonnellino. Ma ieri sera studiandola un po’ confermo l’affermazione dell’amico Fanni, è bella nervosa.

Si sale la collina di Posillipo per raggiungere Bacoli e compiere un anello sulla costa cumana e raggiunta Bacoli si affrontano 4 giri del circuito del Monte di Procida di 19 km. Il circuito presenta strade con carreggiata ristretta e con continui cambi di direzione e di pendenza. Da segnalare dopo Torregaveta raggiunta Baia lo strappo repentino al 14% che porta a Lago Lucino dove al termine del quarto giro si lascerà il circuito. Rientro attraverso Bacoli e Posillipo attraverso le stesse strade dell’andata con la lunga discesa di via Petrarca a condurre al centro cittadino e agli ultimi chilometri.

Il finale dovrebbe essere abbastanza semplice, con la rotatoria all’ultimo km a rallentare un po’ il ritmo. Rettilineo d’arrivo di 900 m.

Pronostico? Arriverà una fuga secondo me e a sto giro punto tutto su Girmay, non in versione velocista. Occhio però al “mostro” Van der Poel. Può tutto. E quando vedi Napoli…

Foto: Lapresse

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