BuonGiro. Il volo di Frankie e un pollice in su

Commozione, meraviglia e sfortuna. Si può racchiudere con questo mix la spettacolare tappa Pescara-Jesi.

Jesi è la città natale di Michele Scarponi e ieri il Giro d’Italia ha attraversato ieri le sue strade quelle che tutti i giorni percorreva quando si allenava. Quelle strade nel quale quel tragico 22 aprile del 2017 ha perso la vita. A Filottrano, comune dove è stato inaugurato un maxi murales in suo ricordo. L’immagine centrale è dedicata al pappagallo Frankie, compagno di viaggio di Scarpa e che i giorni successivi la sua morte lo ha atteso per ore in attesa, invano, del suo ritorno.

Ha aspettato la carovana rosa ieri. In un momento indimenticabile per un corridore e uomo più che speciale. Negli ultimi 10 km ci hanno provato tutti a vincerla, anche Vincenzo Nibali, amico e capitano di Michele, a cui deve tantissimo per la vittoria del Giro 2016.

Lo Squalo non ce l’ha fatta. Ma che bello il finale. Gli attacchi si sono susseguiti uno dopo l’altro. Avevo detto che il Giro si sarebbe acceso e gli eroi a due ruote hanno rispettato il pronostico in una maniera incredibile.

Van der Poel come al solito ha dato spettacolo, usando nuovamente poco la testa quando si parla di tattica. Ma checcefrega ragazzi, questo accende le folle, è il bello del ciclismo. Scatti e controscatti, con sempre alla ruota l’eritreo Girmay che ad un certo punto era rimasto attardato perché aveva sbagliato strada.

Lorenzo Rota e Pozzovivo, ottimi ieri, Covi e Formolo, il deluso Yates e il compagno Hamilton, Carapaz, sì anche lui, però stoppato dal condottiero di Landa Pello Bilbao e Hugh Carthy.

Ne avevano di più però, come già visto nelle prime tappe, l’olandese della Alpecin e l’africano della Wanty. Un testa a testa a velocità stratosferiche che si è concluso con un pollice alzato di MVDP come a dirgli “bravo, sei andato più forte”. Braccia al cielo quindi di Girmay che è il primo africano di colore a vincere al Giro, non il primo del continente africano però. Nel Giro 1979 il sudafricano Van Heerden vinse la tappa di Pesaro. Un’altra storia, conclusa tragicamente che sarebbe da raccontare.

Poi i classici festeggiamenti di rito con la bottiglia di spumante che però non ha sorriso all’eritreo. Stappata per terra e tappo che si schianta sull’occhio. Visita in ospedale e Giro che finisce qua per lui. Che sfiga. Almeno ha concluso nel migliore dei modi.

Oggi una piattona da sonnellino fino ai meno 5, una Santarcargelo di Romagna-Reggio Emilia che sicuramente non mancherà di ricordare il Pirata.

IL PRONOSTICO DELLA TOP TEN:

1 Van der Poel (Alpecin)

2 Demare (FDJ)

3 Gaviria (UAE)

4 Cavendish (Quick Step)

5 Ewan (Lotto)

6 Albanese (Eolo)

7 Consonni (Cofidis)

8 Nizzolo (Israel)

9 Bauhaus (Bahrain)

10 Dainese (DSM)

BuonGiro.

Foto: Lapresse

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