Parole, soltanto parole

E’ arrivato il momento che alcuni aspettavano, le parole non bastavano e molte volte ci abbiamo sbattuto la testa perchè anche solo un carattere ci faceva perdere il nesso di una frase. Questo è un pezzo di nicchia, capirete, sono anni che in molti mi prendete in giro e forse avete anche ragione, ultimamente ho perso la voglia di farvi credere che questo social è migliore di molti altri, Retweet è finito nel dimenticatoio ma è pronto quando meno ve lo aspettate a ritornare sulla cresta di un onda che non si arresta.

Twitter passerà dai temuti 140 caratteri ai 280. Questa potrebbe essere la svolta per convincere molti scettici a avvicinarsi al social che nonostante abbia le live con Periscope da anni non è riuscita a mettersi al passo rimanendo indietro rispetto ai “figli” di Zuckerberg.

E sono proprio i caratteri quelli che hanno tenuto a distanza i facebookiani fedeli alle frasi da poema epico oltre a una piattaforma che predilige il mondo politico. Lo sfogo a loro avviso è condiviso con insulti solo tramite bacheche e non costruttivo e di confronto. Questo social, penso al caso delle elezioni del Presidente della Repubblica ha modificato l’opinione pubblica e probabilmente si è inserito in alcune decisioni importanti. L’hashtag senza twitter non avrebbe tutto quell’impatto su Instagram, alcuni programmi trash italiani chiuderebbero i battenti, tutto crea condivisione con il cancelletto, provate a usarlo su Facebook poi ne parliamo.

280 caratteri vi sembrano troppi? Abbastanza, forse così si modifica la vera natura ma non potete capire che soddisfazione enorme sarebbe leggere tweet costruiti finalmente con un senso da politici che fino ad oggi sono rimasti ingabbiati in non sense per colpa del fatidico 140° oppure, penso al mio caso, la condivisione di un pezzo come quello della Mansarda dove oltre a dover aggiungere lo short link ho da darvi qualche informazione. Non sono Linus, il mio blog non è seguito da milioni di persone, avrò bisogno di un hashtag in più che mi permetta di far arrivare il messaggio più distante possibile.

Scelta ponderata, è dal 2006 che sono famosi per la brevità dei pensieri ma c’era bisogno di un cambiamento, fino a 6 mesi fa sembrava vicina la chiusura, ora questa scelta oltre a monetizzare la rete di utenti ( e ce n’è bisogno per sopravvivere) porterà i pubblicitari a avere più spazio, i politici a spararle più grosse e voi a avvicinarvi a un Facebook 2 se così volete chiamarlo bestemmiando.

Stop ai limiti urlano in molti, ma a molti ancora non è entrato in gioco la novità. Niente paura, esistono alcuni modi per forzare il sistema e, magari con qualche difetto, utilizzare subito a twittare in formato extralarge. Tutto ruota intorno all’uso di piccoli pezzi di codice o estensioni da installare sul browser, messo a punto dalla sviluppatrice Juliette Pretotsi tratta di un segnalibro contenente un pezzo di codice JavaScript che lavora attraverso TweetDeck via browser e consente appunto l’allargamento.

Niente Tweet Storm quindi, idea fomentata qualche settimana fa sulla cosiddetta “tempesta di cinguettii”, che divide in automatico un messaggio lungo in molteplici tweet, pubblicandoli in modo simultaneo. Nulla di tutto ciò, se volete scrivere, allungare i vostri pensieri, fatelo pure, anzi vi accogliamo a braccia aperte purchè manteniate certi canoni di aplomb twitteriano, io nel dubbio la fedeltà all’arte della sintesi me la tengo stretta.

2 pensieri su “Parole, soltanto parole

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