BuonGiro. “Idda” fa paura, la corsa Rosa accende i motori

Etna. Anche solo evocarne il nome fa venire i brividi. E pensare di correre intorno a colate laviche non può che far accapponare la pelle. Mi direte che i ciclisti neanche se ne accorgeranno della maestosità e penseranno solo alla fatica? No, i corridori vedono e sentono tutto. Quella di oggi è storia pura, non passa inosservata.

Da Avola toccheranno il centro del Barocco Siciliano a Noto per passare per le zone di Pantalica e Vizzini con l’avvicinamento al vulcano più alto d’Europa e fra quelli più attivi al mondo, conosciuto anche Mongibello e inserito nel 2013 nell’elenco dei Patrimoni Unesco, è un continuo saliscendi senza però vere salite.
La salita finale, che si conclude al rifugio Sapienza come in altre occasioni, affronta però un percorso inedito. Inizio a Biancavilla fino a incontrare la Strada Milia (Giro 2018) e dopo l’Osservatorio Astrofisico si entra nella strada da Nicolosi per terminare al Rifugio Sapienza con il classico finale.
 

Gli ultimi 3 km sono tutti su una strada larga e ben pavimentata e si si snoda per larghi tornanti prevalentemente tra le colate con la svolta a U ai meno 250 che è solo l’inizio dello sforzo finale grazie ad un’impegnativa salita al 3%.

“Idda” (così chiamano il vulcano i catanesi) manca dal Giro da 2 anni, da quel 2020, salita versante Piano Provenza con il colombiano Jonathan Caicedo e la rosa a Joao Almeida. Nel 2018 con arrivo a località Serra La Nave la vittoria fu di un altro colombiano, Esteban Chaves. Proprio “sorriso” ha dovuto dire arrivederci al Giro su decisione della squadra a qualche ora proprio dall’avvio della corsa rosa. La prima volta invece risale al 1967 con l’exploit di Franco Bitossi, poi nel 1989 il portoghese Acacio Da Silva. Undici anni fa ad imporsi fu un imprendibile Alberto Contador, vincitore della maglia rosa ma poi squalificato per doping con il trofeo che passo nelle mani dell’indimenticabile Michele Scarponi. Sui1900 metri si era imposto nel 2017 Jan Polanc, vincitore quest’anno del Laigueglia.

Sarà dura? Certamente. Dirà già qualcosa sul futuro di questo Giro? Sì, ma non troppo. Vedremo sicuramente chi sta bene e chi invece, potrà raggiungere la condizione solo dalla terza settimana. Stroncature? Penso di no, almeno per oggi.

E’ tutta da godere comunque, sgranando gli occhi.

IL PRONOSTICO DELLA TOP TEN (difficilissimo oggi, non stroncatemi):

1 Simon Yates (Bike Exchange)

2 Carapaz (Ineos)

3 Landa (Bahrain)

4 Wilco Kelderman (DSM)

6 Hugh Carthy (EF)

7 Miguel Angel Lopez (Astana)

8 Giulio Ciccone/ Mollema (Trek Segafredo)

9 Romain Bardet (DSM)

10 Joao Almeida (UAE)

BuonGiro

Foto: Lapresse

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