Ma che cos’è la destra, cos’è la sinistra

Valzer, turbillon, giri di parole, chiacchiere, regali di natale,saluti, promesse.  È iniziato praticamente il conto alla rovescia, che gli addetti ai lavori o per meglio dire gli accalappia poltrone aspettavano già dal 2013, non ci furono vincitori o forse sì e un solo vinto.

Anni di instabilità, di domande ironiche a un collega di partito, di 80 euro donati, di un referendum perso, un nuovo presidente della Repubblica e un premier del momento che forse non iniziava a dispiacere.

Sto parlando delle elezioni politiche, si parla oramai di marzo 2018 e il Partito Democratico, grande favorito ridimensionato nel 2013 grazie a una politica del “facciamo male all’avversario”, il danno lo ha creato solo a se stesso, attaccato da tutti  e che ha governato il paese solo grazie alle decisioni di un ex presidente della Repubblica poco lucido e affidatasi a un presidente del Consiglio che tutti auspicavano vincente per anni, quel giovane Matteo Renzi che concentrando l’attenzione su di sè ha praticamente distrutto un partito già incrinato con idee già centriste e coalizioni (ahi lui obbligatorie) con il centrodestra di Alfano.

Cosa succederá? Facciamo un balzo a destra, nonostante lo dessero tutti per finito, Berlusconi (lo chiamerò B. nel prosieguo) nel 2013 raccimolò un bottino del 29%, decade come senatore, svolge lavori socialmente utili ma nonostante tutto aspetta una risposta da Bruxelles e lo troviamo sempre lì con i suoi 81 anni a promettere meno tasse, più lavoro e le pensioni minime a 1000. La fascia dai 50 agli 80 della serie, ce la siamo assicurata. Con buona pace dei suoi che sono ben contenti di non doversi buttare in un casino del genere, la faccia ce la mette lui ( o quella che è rimasta) checchefrega. Bisogna però solo mettere in conto una cosa: la Lega si alleerà con Forza Italia? Salvini continua ad avere il suo classico elettorato che, cosa paradossale, si è spostato verso il sud, il caso romano è sicuramente il più clamoroso ma la situazione capitolina è oramai all’ordine del giorno. Il razzismo dilaga, le idee squadriste ancora di più e un partito con certe idee non può che non raccimolare consensi. Purtroppo. Molte idee spaventano, visto anche l’avvicinarsi sempre più pericoloso di ideali inneggianti al fascismo anni 30. Anche noi come in Francia e in Ungheria non ne siamo per niente immuni.

Siamo al Movimento 5 Stelle, nessuno li avrebbe dati al 25 per cento 5 anni fa e intanto sono lì, primo reale unico partito (in quanto centrosinistra e centrodestra facevano parte di una coalizione). Ma cosa hanno fatto in questi anni? Urlato, parlato di reddito di cittadinanza e poco altro, la trasparenza e la vicinanza alla gente, bisogna dargliene atto. L’idea di fondo di creare un movimento che dia voce ai cittadini può avere un suo senso, ma ci vogliono idee forti, in un mondo politico che ha bisogno di politica vera non basta far sentire chi ha la voce più grossa. Stanno avendo la grossa responsabilità di governare due città cardine come Roma e Torino e i risultati si stanno vedendo, certo non sarebbe facile per nessuno ma ora un Di Maio candidato premier, non pensiate possa cambiare qualcosa, anzi tra gaffe grammaticali e una lotta anti politica senza politica.

Faccio un saltino a sinistra di nuovo, grosso risultato alle elezioni europee ma che fino hanno fatto le roccaforti mancine? Sparite. Il caso Ligure è il più emblematico Genova, Savona, la Regione stessa, tutte diventate di linea forzista e il referendum costituzionale straperso ha consegnato un’incertezza tale da creare uno spaccamento interno, la fuoriuscista dei vari Dalema,  Bersani, Civati sembra che per Renzi sia indolore ma non lo sará, il presidente del Senato  Grasso si è staccato ed è scivolato in questo nuovo “Liberi ed uguali” che comprende il Movimento Democratico e Progressista, unito a Sinistra Italiana (ex Sel) e Possibile. Partitino da 10 per cento? Sì ma intanto soffia voti ai democratici. Allora Renzi si sposta su Campo Progessista dell’ex sindaco di Milano Pisapia e abbocca al solito Alfano. Si ritirano tutti e due.

Ma le domande sono diverse e i dubbi parecchi. Ma chi aveva certi ideali a chi affida il proprio voto? Una parte politica è assolutamente morta le altre continuano a insistere sempre più forte. Si continuerà a inseguire i propri ideali, spariti verso sinistra che fanno parte della propria famiglia, ci si fa ingolosire dalle promesse elettorali o si scommette su chi è forte sui social e urla più forte di chi  già urla la propria forza accomodante?

Giorgio Gaber diceva “Ma che cos’è la destra, cos’è la sinistra?”.

Non ve lo so dire. In bocca al lupo. E incrociamo le dita. Tanto siamo abituati.

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